Civita di Bagnoregio, la città che muore

Civita di Bagnoregio, la città che muore

Chi non ha mai sentito parlare di Civita di Bagnoregio? Noi l’abbiamo visitata due volte, la prima durante una gita scolastica, nei lontani anni ’90, e l’ultima volta nel 2017 quando, di bambini con noi, c’era solo Giada.

Esperienza unica con dei paesaggi fantastici. Civita, nonostante sia un semplice borgo, sa conquistarti grazie al suo fascino unico e particolare. E’ raggiungibile solo a piedi attraverso un lungo e stretto ponte. L’ultimo tratto di strada ha una forte pendenza che riesce a mettere a dura prova le persone più allenate (figuriamoci noi!) e fatta poi con un passeggino non è proprio il massimo ma comunque fattibile.

Ma vediamo alcuni accenni storici su questa bellissima località:

Intanto, secondo wikipedia, la frazione conta ben 11 abitanti ed è situata nella valle dei Calanchi, un area tra il Tevere e il lago di Bolsena. Questa valle è sottoposta ad una forte erosione dovuta a torrenti e ad agenti esterni, per questo il paese sembra essere costruito su uno sperone di roccia isolato. In realtà, in origine era normalmente collegato con il resto della valle ma con l’erosione ha creato questa sorta di “isola” che ha reso necessario la costruzione del ponte che ad oggi la collega con il resto del mondo.

Sembra che il primo insediamento di cui abbiamo notizie sia di origine Etrusca, come insediamento su una delle principali via di comunicazioni etrusche. In origine nella cittadina vi si poteva accedere da ben 5 porte differenti mentre ora e accessibile solo dalla Porta Santa Maria. Già ai tempi degli etruschi e dei romani si erano resi conto del problema dell’erosione, tanto che hanno provato ad effettuare alcuni interventi, come canali di scolo per le acque piovane, o la deviazione di alcuni torrenti.

La maggior parte delle costruzioni tutt’ora presenti sono di origine medievale. Nella piazza principale si trova la chiesa di San Donato ma una cosa sicuramente da fare è passeggiare tra i suoi vicoli e gustarsi ogni angolo del paese e del paesaggio.

Alla fine, vista la grande quantità di persone che la visitano, Civita è un paese più vivo che mai. Negli anni, sono nati molti ristoranti, bar e negozi di souvenir.

Per accedere al ponte si deve pagare un biglietto che permette al comune di fare gli interventi di restauro per mantenere e conservare questo bel borgo accessibile al pubblico. La visita non dura più di un pomeriggio, noi entrambe le nostre visite le abbiamo fatte associando Civita al parco dei mostri di Bomarzo, ma può essere associata tranquillamente associata con altre località, dal Lago di Bolsena ad Orvieto.

In Camper:

Civita non è raggiungibile con le macchine, figuriamoci ai camper. Il parcheggio più vicino è quello di Belvedere, posto vicino al ponte. Non lo consiglio con il camper perché la strada non è molto agevole. Per tanto, vi consiglio di lasciare il camper al Parcheggio Trusciano, a Bagnoregio, su sterrato, misto auto e camper, a 5 minuti a piedi da Piazzale Battaglini dove è possibile prendere la navetta che porta al ponte di Cività. Essendo solo un parcheggio, vi consiglio di spostarvi per la sosta notturna, nel raggio di 10 km ci sono molte aree soste con un minimo di servizi.

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