Visita alla Diga del Vajont

Visita alla Diga del Vajont

Forse il momento più significativo della nostra vacanza sulle Dolomiti è stata la visita alla diga del Vajont, protagonista del disastro avvenuto 9 ottobre del 1963 che ha spazzato via interi paesi e ucciso quasi 2000 persone.

Salire e sostare alla diga del Vajont in camper

La strada è larga e fruibile per i nostri camper. Unico punto con limitazioni è la galleria pochi metri prima di arrivare a destinazione, l’altezza massima è di 3,50 metri. Per il transito, nessun problema perché c’è il semaforo che rende la galleria a viabilità alternata.

Come parcheggio, i primi due che incontriamo (il primo sulla destra e il secondo sulla sinistra, sono vietati ai camper e a ben vedere, con ragione. Sono alquanto piccoli. Il terzo parcheggio continuando a salire sulla sinistra è a pagamento ma aperto ai camper. L’ultimo parcheggio è libero e gratis, perfetto anche per pernottare (ovviamente senza servizi).

Come avviene la visita alla diga del Vajont

Per visitare la diga del Vajont è necessario comprare il biglietto (si possono comprare online oppure alla casina in legno presente nel parcheggio più vicino al punto di ritrovo per la visita) e recarsi nel piazzale antistante la chiesa in attesa dell’orario indicato sul biglietto. Sono visite guidate e non è possibile accedere alla diga in solitaria. La visita ha la durata di circa un ora, in cui nella prima mezz’ora c’è il racconto delle vicende che hanno portato al disastro, il momento della tragedia e poi il dopo. Nella seconda metà, la visita sulla diga stessa dove viene spiegato, in alcuni punti strategici, altre curiosità e eventi particolari avvenuti la sera del disastro o durante gli studi preliminari.

Punto d’inizio della visita

Il disastro del Vajont in breve

La notte del 9 ottobre 1963 una enorme frana staccata dal Monte Toc si riversa nel bacino artificiale creato dalla diga ed alza un onda per più di 250 metri. Questa onda, divisa in tre parti, distrugge alcune frazioni di Erto e Casso e fa alcune vittime in questi due paesi. Ma la terza punta dell’onda, scavalca la diga rimasta intatta nonostante la frana (è crollata solo la strada che era presente sulla parte sommitale) e percorre la stretta valle verso il Piave, acquista velocità e si riversa, con una forza di due bombe atomiche, sul paese di Longarone e sui comuni limitrofi. Distrugge tutto ciò che incontra. Saranno veramente pochi i superstiti, molti rimarranno senza nome o senza un corpo. Nel disastro moriranno ben 487 bambini al di sotto dei 15 anni, molti di loro mai nati. Vengono ricordati i loro nomi nelle bandierine appese lungo il percorso dalla biglietteria alla Chiesa prima della diga.

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Perché fare una visita alla diga del Vajont

La visita alla diga del Vajont è importante per capire come la superficialità e l’avarizia di alcuni individui possa portare a tragedie di tale portata. Dietro a questo disastro c’è una continua catena di inesperienze, interessi personali e allontanamenti di chi, magari, il pericolo lo aveva ben presente e lo stava denunciando. Questo vi verrà spiegato molto bene da chi vi accompagnerà durante la visita. La cosa che ,sicuramente, sciocca di più è che chi è stato responsabile di questo disastro abbia fatto poco o nessun giorno di carcere. Intere generazioni sono state spazzate via in un attimo e tutte queste morti non hanno nessun responsabile. Visitare la diga del Vajont serve a non dimenticare, sia le vittime che i responsabili.

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Longarone Visto dalla diga

La visita con i bambini

Non è una visita facile da fare con i bambini piccoli. Sicuramente sono attratti dal salire sul camminamento della diga ma poco interessati alle spiegazioni iniziali, invece fondamentali per capire perché siamo li. Il mio consiglio è quello di prepararli prima facendo un breve riassunto e poi cercare un modo di farli stare almeno in silenzio durante la spiegazione (con un giochino eccc…). In alternativa, aspettare che i bambini abbiano una età in cui è più facile comprendere e abbiano più attenzione. Durante la visita sul camminamento, è importante tenerli per mano ed evitare che si mettano in pericolo in qualche modo (correndo o arrampicandosi).

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La diga vista dalla terrazza dove era presente il centro di comando

Informazioni di sicurezza

Quando inizia la visita, la guida vi dirà subito le norme di sicurezza. Prima di tutto, è consigliabile andare sul camminamento con scarpe comode e con suole anti scivolo. Si tratta di camminare su grate di ferro che, in caso di pioggia, possono diventare estremamente pericolose. Fare prudenza durante la saluta e la discesa delle scale. Anche queste sono in ferro in più sono belle ripide. Poi, ovviamente è vietato lanciare spazzatura o cose varie dalla diga, come è anche vietato fumare. E’ importante rimanere nel gruppo, se si rimane soli, dirigersi verso l’uscita per ricongiungersi al gruppo. Non è consigliabile a chi soffre di vertigini per la grande altezza.

Per maggiori informazioni: https://www.parcodolomitifriulane.it/visite-guidate/percorso-coronamento-diga-del-vajont-2/

Per il tour completo: https://famigliabordo.it/dolomiti-per-bambini/

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L’acqua che sgorga dalla galleria di sorpasso al di là delle diga

2 commenti

il nome corretto del paese è “Casso”, non “Cassio”. Spero abbiano reso il raccolto delle responsabilità più serio: quando ho visitato io la diga, appena aperto il camminamento, raccontavano che è stata una tragedia della natura, senza alcun colpevole. Suggerisco di vedere il video integrale di Paolini (rai play) prima della visita. Grazie per il diario

Si grazie, correggo subito, è stata una svista. Adesso il racconto è quasi interamente incentrato sui responsabili e sulle loro non condanne, l’ennesima vergogna all’italiana in cui avvengono le tragedie e nessuno ne ha colpa. Lo spettacolo di Paolini lo conosco bene ed è quello che mi ha fatto appassionare alla vicenda, effettivamente per chi si approccia ora a questa vicenda, è quello più completo per capire i fatti che hanno portato a quella notte. Grazie mille per il tuo feedback

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