Ritorno al Lago di Garda

Ritorno al Lago di Garda

Per noi di Famiglia a Bordo, il nostro luogo del cuore è il lago di Garda. E’ una delle poche mete in Italia che cerchiamo di visitare almeno una volta all’anno. A causa della pandemia, purtroppo, questo nostro “rito” annuale è stato rimandato di quasi due anni.

Quando, a causa di un contatto con un positivo, ho passato (io, Eleonora) 30 giorni di quarantena tra i dieci per contatto positivo e poi 21 per la mia stessa positività, non ho avuto dubbi: quando potrò tornare a viaggiare, voglio tornare sul lago di Garda. E così ho organizzato.

Con quei giorni di quarantena, Giulio è riuscito a risparmiare molti giorni di ferie, così ha preso una settimana e abbiamo iniziato ad organizzare.

Prima cosa diversa da tutte le altre gite e vacanze, è stata la presenza dei nostri tre nipoti, portando al completo il numero di passeggeri a bordo di Zefiro. Non solo, avevamo al seguito ben 5 bici da adulto, una da bambino e una mini bicicletta senza pedali.

La presenza delle bici è stata in dubbio fino da ultimo, quando poi abbiamo costatato che tre bici (due da adulto e quella senza pedali) entravano tranquillamente nel gavone e le restanti 4 nel porta bici esterno. Unica pecca, dovevamo scaricare sempre almeno le due bici da adulti per far dormire uno dei ragazzi, altrimenti non è possibile abbassare il letto inferiore. Problema che abbiamo avuto solo gli ultimi due giorni, in definitiva.

L’idea di base era percorrere tante delle ciclabili che ho visto su Instagram. Una fra tutte, la ciclabile del Mincio, che unisce Peschiera a Mantova. Lunga 45 km, ha un modesto dislivello ed è molto facile anche per chi, come noi, non è molto allenato. Ovviamente, l’idea non era di percorrerla tutta ma solo un piccolo tratto che unisce Monzambano, la nostra prima tappa con area sosta, e Borghetto sul Mincio (cerca 7 km). Peccato che il traffico ci ha fatto accumulare talmente tanto ritardo che siamo riusciti ad arrivare solo alle 16:30 circa. Ci siamo limitati a visitare il paese di Monzambano.

A Monzambano abbiamo sostato nella famosa Sosta Camper Monzambano , più simile ad un campeggio che ad una normale area sosta, piena di papere e altri splendidi animali. Unica pecca, nel periodo in cui siamo stati noi, c’erano molti insetti verso la tarda serata. Nonostante ciò, la notte è stata tranquillissima e molto fresca. E’ posta a pochi metri dalla ciclabile, quindi anche molto comoda per intraprendere l’impresa.

Seconda tappa della nostra mini vacanza, sono state le Cascate del Varone. Dalle recensioni, temevamo di avere una delusione, invece ci ha piacevolmente stupito. Il costo del biglietto è ripagato dal posto molto ben curato e dal fresco che c’è nella zona cascate. Unica raccomandazione che mi viene da darvi, portate dietro un impermiabile perché ci si bagna tanto! Con il camper non ci sono posti dedicati, noi abbiamo avuto fortuna di poter parcheggiare nel piazzale del ristorante li vicino, previo, ovviamente, richiesta di permesso.

Dopo le cascate del varone, siamo saliti di quota e siamo andati a visitare Tenno. Bellissimo e molto ben tenuto, peccato che anche li con il camper non è molto semplice parcheggiare. Volevo portare tutti anche all’omonimo lago ma l’equipaggio era molto stanco e accaldato, abbiamo girato e ci siamo diretti a Torbole, all’area Camper Stop Torbole. Un pochino cara per gli standard normali per una area sosta ma in una ottima posizione per la ciclabile e per il lago di Garda. In più, a pochi passi un bar e un ristorante, e bagni degni di un campeggio, super puliti e attrezzati. Subito fuori dal cancello c’è una delle spiagge libere del lago e, per la prima volta, abbiamo fatto il bagno nelle sue acque gelide.

La mattina seguente abbiamo percorso la ciclabile tra Torbole e Riva, molto semplice e con poco dislivello. La vera difficoltà è quella di evitare la gente perché è veramente molto frequentata. In ogni caso, ci ha permesso di visitare Riva del Garda in tutta tranquillità con le nostre bici. Siamo riusciti anche a fare spesa alla Lidl e a tornare al camper con tutta calma.

Nel pomeriggio, ci siamo trasferiti presso il campeggio Bergamini a Peschiera del Garda. Veramente un bel campeggio, piccolo e accogliente. La piscina affacciata sul lago è molto suggestiva, bella la spiaggia e superbi i bagni, completi di tutto. Peccato l’assenza di un ristorante, anche nei paraggi, e l’orribile strada per arrivare all’ingresso del campeggio.

Al campeggio ci siamo fermati due notti, ci siamo rilassati e goduti la piscina. Siamo usciti solo per andare con le bici a Peschiera del Garda. La ciclabile è poco distante dal campeggio e costeggia la strada principale, motivo per cui ho preferito molto quella tra Riva e Torbole che, al contrario, passa molto vicino alle sponde del lago, solo un piccolo tratto costeggia la strada. Peschiera non può essere girata in bici ma anche trovare posto dove lasciarle diventa una impresa. Ad ogni modo, sicuramente la visita ne vale la pena.

Il Venerdì abbiamo smontato la piazzola di buon ora, fatto il camper service e siamo partiti per Sirmione. Il parcheggio si trova a notevole distanza rispetto al centro, si consiglia l’autobus o le bici (anche a noleggio). Noi abbiamo mangiato un mega gelato mentre si passeggiava per le vie del borgo, fatto il giro in barca e tornati alla base stanchi morti.

Non abbiamo concluso la vacanza rimanendo sul lago, ma spostandoci anche di diversi km ma questa parte ve la racconterò nel prossimo articolo!

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